Educare attraverso i mass media
Questo obiettivo di realizzare interventi educativi che vadano bene per alunni di disparate età risulterebbe impossibile a chiunque ma non a Manzi che vuole stimolare, favorire lo sviluppo delle capacità di pensare, vedere, ascoltare e riflettere per rimanere padroni del proprio senso critico come specifica anche nella proposta per la serie televisiva dal titolo " Fare e disfare".
Anche se per Manzi radio e televisione erano partner "naturali" per il suo progetto di stimolare lo sviluppo intellettuale dei bambini attraverso la lettura, il gioco e la fantasia, il Maestro colse per tempo le loro possibli debolezze o degenerazioni. Rispondendo alla domanda "la televisione è educativa?" Manzi affermò "...questo strumento è valido se mette in moto l'individuo, se lo spinge, cioè, a fare, dato che ogni nostro concetto deriva dall'esperienza. Ma se abbiamo solo una conoscenza derivata dalla semplice informazione, diventiamo solo ripetitori di "cose" e non creatori in noi stessi della cultura". Questa concezione dell'educazione come frutto dell'esperienza si può notare anche nella sua proposta di una serie televisiva per i bambini dai tre ai sei anni.
Interessanti ed attualissime sono le riflessioni che Manzi fa rispetto alla Televisione come mezzo educativo.
"La TV ha la forza di rendere tutto SUPERFICIALE, uniforme, anche i problemi più gravi così chi guarda assume un atteggiamento di accettazione fatalistica di ciò che accade, inducendo ad assumere, specialmente nei ragazzi, un atteggiamento di PASSIVITA' ESISTENZIALE (...)
TV BABY SITTER: fa comodo ai genitori (...) MA ALLORA, DI CHI LA COLPA?
Lo strumento tv acquista senso e valore solo in relazione al tipo di uso che se ne fa (...)
LA CULTURA NON SIA CONSUMATA MA COMPRESA"
In quest'altro documento che vi proponiamo invece gli appunti dattiloscritti con cui Manzi si è preparato per una conferenza stampa del 17 novembre 1995 riguardo alla relazione tra Pubblicità e Progresso.
Appunti - uno stralcio di un lungo documento dattiloscritto in cui Manzi espone quelli che egli concepisce come le minacce del mezzo televisivo. Ponendosi domande come " la televisione è educativa?", " è vero che chi ha in mano il potere televisivo ha la possibilità di condizionare politicamente l'ascoltatore?", egli illustra il suo pensiero a riguardo.
Segue un'altra parte in cui discute l'uso del pc a scuola, anticipando clamorosamente i tempi. Leggi il documento.
Insieme per Manzi è stata, da sempre, una delle parole "magiche" preferite, fin dai primi scritti, dai primi libri. Insieme nella stessa comunità, nella stessa patria dell'uomo, il mondo... " Insieme" fu anche il titolo per le trasmissioni pensate - sull'esempio della celeberrima scuola televisiva per gli italiani - per insegnare l'italiano agli extracomunitari.
"Insieme per apprendere a comunicare tra di noi (leggere - scrivere) per conoscere il mondo dove viviamo, abbandonando la passività mentale dello spettatore televisivo..." scriveva Manzi nella proposta per la Rai.
A causa, secondo lo stesso Manzi, del fatto che pochi extracomunitari avevano la televisione e potevano guardarla nell'orario di pranzo assegnato alle lezioni, e senza possibilità di reppliche, la trasmissione non funzionò come avrebbe potuto se meglio programmata.
Fu l'ultima conduzione televisiva di Alberto Manzi
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