Il bambino secondo Alberto Manzi
Il bambino è competente
"il bambino ha una rete di conoscenze di una complessità insospettata; fatti e conoscenze diverse sono legati tra loro in modo rigoroso e coerente. (...) Questo sforzo di capire e spiegare i fatti, esiste. Non deve essere dimenticato o distrutto. (...) Sembra di perdere molto tempo, ma solo così possiamo entrare nel suo mondo." scarica il testo di Manzi
"il bambino costruisce il suo sapere lavorando con le cose ragionando sulle cose osservando le cose. (...) Costruisce il suo sapere non raggruppando una conoscenza sull'altra, ma assimilando le informazioni e le esperienze, mettendole in relazione alle conoscenze precedenti. Non possiamo aiutarlo ad ampliare i suoi concetti se non sappiamo quello che sa."
"Rinnovarsi non è inventare modi nuovi per dire cose vecchie ma una trasformazione totale per educare a pensare
per preparare un individuo:
- per un futuro imprevedibile
- a saper ricostruire continuamente il suo sapere sviluppando modi di guardare la realtà e modi di mettersi in relazione con la realtà (...)" scarica il testo
IL DIRITTO DEL BAMBINO ALL'ISTRUZIONE
"Se dai ad un uomo del pesce,
egli si ciberà una volta.
Ma se tu gli insegni a pescare,
egli si nutrirà tutta la vita."
Kuang-Tsen
In queste brevi frasi è racchiusa tutta l'importanza dell'istruzione: "qualcosa che deve nutrire per tutta la vita". (...) Che cosa significa "diritto all'istruzione"? Offrire conoscenze che aiutano a migliorare in qualche modo la nostra cultura e, di conseguenza, aiutano a migliorare l'umanità. Istruire per crescere, istruire per rendere, non dico uguali, ma migliori, dove ogni individuo raggiunge piu', molto piu', dell'indispensabile. (...) Ci si limita a dare informazioni, ad istruire, rimanendo conformisti di fronte ad una cultura precostituita, non rispetta il diritto all'istruzione dell'individuo, dato che il sapere deve attivare l'intelligenza. L'intelligenza si sviluppa pensando. Educare a pensare non significa imporre contenuti; non significa dire "come deve fare", ma significa porre un individuo in attività. Noi pensiamo tutte le volte che non abbiamo soluzioni pronte per superare una determinata difficoltà o risolvere un determinato problema. Educare a pensare significa rendere un individuo capace di reagire prontamente e obiettivamente di fronte all'imprevisto; abituarlo a saper vedere le cose, a saper ragionare sulle cose stimolandone la capacità di riflessione e di analisi, a saper connettere insieme aspetti di quel che sta osservando o di cui sta parlando, con parti di esperienze passate. (...) ma per educarlo a questo dobbiamo sviluppare il piu' possibile la sua intelligenza. Non si nasce intelligenti: si diventa intelligenti. E l'intelligenza può essere sviluppata, e tutto confluisce allo sviluppo dell'intelligenza. Pensare non è apprendere delle cose particolari, ma è l'insieme dello sviluppo intellettivo. Educare a pensare significa anche creare una atmosfera intelligente dove crescere, un ambiente dove si realizzano situazioni favorevoli alla crescita intellettiva. Educare a pensare significa anche prevenire la necessità di un recupero. Se educhiamo in questo senso abbiamo veramente rispettato il diritto all'istruzione.
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