Educare alla musica
Leggi l'introduzione data dal maestro Manzi sull'educazione musicale. Da Agenda Casa Serena 1986
Musica e movimento, Alberto Manzi scrive (da Agenda Casa Serena 1986)
"E' preferibile iniziare con dei semplici ritmi, per non mettere in crisi il bambino. Infatti gli si chiede di seguire, con movimenti del corpo, il ritmo della musica; come vuole lui, senza nessuna preoccupazione. Alla ripetizione dello stesso ritmo musicale gli si chieda di inventare movimenti diversi in modo che sia costretto a "creare" (...) figure nuove. Se riesce ad inventare movimenti diversi sullo stesso ritmo musicale, si può chiedergli di inventare nuovi ritmi di movimento. Da questo momento la prima fase dell'educazione musicale, relativa all'educazione sensoriale, termina. Si può passare alla seconda fase definita come capacità motoria."
Seconda fase: capacità motoria
"Parole difficili. In realtà che cosa vogliamo? Che il bambino sappia drammatizzare "sonoramente" un avvenimento. Se si è pronti a registrare... Ecco: rumore di passi, qualcuno scende dalle scale di corsa. Un'auto corre sulla strada; il suono di un clacson... poi di nuovo rumore di passi... il rintocco d'un orologio a pendolo, un grido, un miagolio... Suoni diversi raccontano una storia. Il bambino dovrà drammatizzarla. Sarà compito dell'adulto far scoprire le eventuali inesattezze nella narrazione del bambino, far rilevare particolari sonori eventualmente sfuggiti all'attenzione dell'ascoltatore, in modo da fargli costruire un racconto logico (anche se fantastico) dalla sequenza dei rumori ascoltati. Successivamente, sia il bambino a registrare suoni per raccontare una storia."
Terza fase: momento operativo (...)
Quarta fase: sviluppo logico (...)
|