login
Regione Emilia-Romagna - Assemblea Legislativa Regione Emilia-Romagna Alma Mater Studiorum - Universitą di Bologna RAI - Radiotelevisione italiana Ministero della Pubblica Istruzione
Centro Albero Manzi Foto di Alberto Manzi
Home > Archivio > Didattica e pensiero pedagogico > Gioco

Il gioco

 

"Ed eccoci al gioco" da Agenda Casa Serena 1988
(...) E' stato accennato che abbiamo due grandi strumenti a disposizione per aiutare l'intelligenza a crescere: le favole e il gioco.
Che significa giocare? Questa azione istintiva del bambino è stata spesso trascurata e considerata una semplice perdita di tempo, un modo di scaricare le energie superflue ed anche un modo per non avere i piccoli tra i piedi. ll gioco invece ha diverse finalità: è usato dai bambini per imitare il comportamento degli adulti e apprendere le tecniche e i ruoli dell'età matura. ll bambino ripropone a se stesso situazioni e atteggiamenti relativi al mondo degli adulti attraverso una sua personale interpretazione che va man mano modificando e correggendo in base ad esperienze successive. ll gioco è anche un modo per apprendere delle tecniche per raggiungere determinati obiettivi. Può anche essere un modo di "essere" senza nessuno scopo. Quel che ci interessa rilevare è che con il gioco il bambino sviluppa creatività, invenzione e ricerca, fattori che sono di primaria importanza per poter affrontare nel futuro ogni imprevisto e saper esaminare un qualsiasi problema e tentare di risolverlo. E con la continua trasformazione tecnologica attuale, con le scoperte che si susseguono a ritmo accelerato e le invenzioni che si sovrappongono freneticamente, un individuo deve essere preparato a saper affrontare l'imprevisto. ll gioco è uno dei mezzi per sviluppare l'intelligenza; è nel gioco che il bambino inizia i primi processi di astrazione; è il modo attraverso il quale il bambino si crea delle situazioni immaginarie per superare il limite delle sue possibilità di azione; è un ampliare i propri limiti, per acquistare un po' più ampia consapevolezza di se stesso, delle sue capacità, del suo essere tra le cose. ll bambino impegnato nel gioco manipola, associa, combina in modo nuovo cose "vecchie", crea relazioni insolite tra parole, oggetti e persone. Queste esperienze favoriscono lo sviluppo del linguaggio e del pensiero.
 
scriveva inoltre: "(...) E' grazie ai movimenti del suo corpo, al toccare, al sentire, al disfare, al provare...che il bambino costruisce le sue esperienze, che conquista e organizza lo spazio, che realizza il concetto di tempo, che precisa le relazioni tra sé e le cose, sé e gli altri...ossia forma i suoi concetti: pensa."
da "Il gioco è pensiero", Agenda Casa Serena, anno sconosciuto

"Tanto meglio sarà l'adulto, quanto meglio avrà giocato da bambino"
Platone

Si serve di questa frase di Platone per evidenziare l'estrema importanza che il gioco ha nello sviluppo del bambino.
Leggi il documento - (appunti dattiloscritti per la stesura di un "Manuale per genitori che vogliano aiutare lo sviluppo dell'intelligenza")


dall'Agenda Casa Serena, anno sconosciuto, di Alberto Manzi

Come vediamo, secondo il maestro Manzi, è importante definire il ruolo dell'adulto nello "spazio di gioco" del bambino.

Visualizza cosa scrive Manzi sull'Agenda Casa Serena 1986 - approfondisci


Centro Documentazione Agesci - Scout - Proposta Educativa, 1981, n.28, pagg.48-49
Immagine di uno schermo non sintonizzato