"Educare a pensare"
Discutere, imparare a discutere
da Agenda Casa serena 1989
"(...) se la scuola è una scuola del "fare, del costruire il proprio sapere attraverso esperienze, lo "studiare" diventa gioia di scoperta e nulla si trasforma in "pesantezza", fastidio, noia. E' importante, dunque, che il bambino faccia, costruisca, smonti... ma è altresì importante "parlare" con il bambimo, far parlare il bambino. Per spiegarci quel che sta facendo, il bambino è costretto a chiarire a se stesso e le azioni e il perchè delle azioni, il che significa confrontare esperienze passate, metterle in relazione con le nuove, riesaminare tutto quel che si sapeva o si credeva di sapere su un certo argomento per costruire un nuovo concetto. Questo significa vivere un "problema".
Far parlare il bambino, pretendere che il suo linguaggio sia (e diventi) preciso; che le sue osservazioni si approfondiscano sempre più. Noi stessi dobbiamo imparare a discutere con lui, dimenticando, per lui, tutto il nostro sapere e con lui scoprire le cose, i rapporti tra le cose, le relazioni... Dobbiamo imparare soprattutto ad ascoltare: se non riusciamo a "sentire" quel che dice, se non comprendiamo perchè lo dice, non potremo poi aiutarlo ad acquisire nuove esperienze. (...) lmpariamo ad intervenire poco, ma chiaramente; impariamo a saper attendere, affinchè sia il bambino a "giungere" alla soluzione del problema, e non noi. Cerchiamo di capire perchè "sbaglia".
Scopriamo che è un suo modo di vedere le cose, un suo modo di aver intrecciato "conoscenze ", "esperienze"... Aiutiamolo a costruirsi nuove esperienze che lo aiutino ad annullare l'errore. Stimoliamolo a provare, a prestare attenzione: l'apprendimento si trasformerà in una... sfida, per risolvere ogni problema per quanto difficile esso sia.
Un addestramento fin dai primi anni di vita, aiuta la crescita dell'intelligenza , aiuta ad imparare a pensare. E abbiamo veramente bisogno di gente che pensi!"
Schema riassuntivo sul concetto di "imparare a pensare" elaborato dal maestro Manzi, per il quale ringraziamo la dott.ssa Lucilla Valeri
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