Un maestro elementare alla Rai
Nel 1960, in ottobre, Alberto Manzi viene mandato dal suo direttore didattico a fare un provino alla Rai: stavano cercando un maestro per un nuovo programma per l'istruzione degli adulti analfabeti. È scelto e gli viene affidata la conduzione di Non è mai troppo tardi, trasmissione che durerà sino al 1968. L'idea del programma e del titolo fu di Nazareno Padellaro, direttore generale della Pubblica Istruzione. In questo periodo Manzi è un "insegnante distaccato" presso la Rai: "Continuavo a percepire il mio stipendio di maestro elementare. Dalla Rai ricevevo un rimborso camicia perché il gessetto nero che usavo per fare i disegni era molto grasso, si attaccava ai polsini della camicia e li rovinava...".
Non è mai troppo tardi è considerato uno dei più importanti esperimenti di educazione degli adulti, conosciuto e citato nella letteratura pedagogica internazionale, del tutto innovativo nell'impianto organizzativo, nello stile di conduzione e nel linguaggio didattico. Indicato dall'Unesco come uno dei migliori programmi televisivi per la lotta contro l'analfabetismo, nel 1965, al Congresso internazionale degli organismi radio-televisivi che si tenne a Tokyo, ricevette il Premio dell'Onu.
Leggi l' articolo in cui lo stesso Alberto Manzi racconta della sua esperienza in televisione.
Il contributo televisivo
Già negli anni di "Non è mai troppo tardi", Manzi si dedica anche ad altri programmi televisivi. Per la TV dei ragazzi è autore e conduttore di Snip-Snap" (1962) e di "È vero che?" (1966). "A vele spiegate" (1967) è un programma in 10 puntate dedicato ai temi del mare e della navigazione. È fra gli autori dei testi di "Il Paese di Giocagiò" (1969). Dopo la riforma Rai del 1974, il suo impegno si orienta soprattutto su programmi centrati sull'educazione e la scuola, rivolti in particolare a insegnanti e genitori: "Non vivere copia" (1982), " Fare e disfare", "Educare a pensare" (1986). L'ultimo lavoro televisivo di Manzi è "Impariamo insieme", del 1992, un programma per l'insegnamento dell'italiano agli extracomunitari: una sorta di ritorno al futuro.
Leggi l' articolo su "Non è mai troppo tardi" e "Telescuola"
Il contributo radiofonico
Manzi mostrò sempre un interesse speciale per la radio che considerava un mezzo di comunicazione particolarmente suggestivo. Per la Rai, come autore o conduttore ha lavorato a diversi programmi radiofonici dal 1956, iniziando a collaborare con la "Radio per le scuole", fino al 1996 quando gli fu affidato da Radio International il programma "Curiosità della lingua italiana".
|