Orzowei
Nel 1954 Manzi scrive Orzowei e vince il Premio "Firenze" per opere inedite del Centro Didattico Nazionale. L'anno successivo lo pubblica l'editore Vallecchi di Firenze, e nel 1956 entra nel catalogo Bompiani. Nello stesso anno vince il premio internazionale "H.C. Andersen" e Orzowei viene tradotto in 32 lingue. Isa è un orzowei, un 'trovatello' bianco abbandonato e non sapremo mai da chi - tra tribù di Zulù neri. "... qui l'escluso, l'emarginato, il deriso, l'affamato, l'insultato è un ragazzo bianco in un villaggio di neri. [...] dopo tanti... musi rossi, musi neri, musi gialli, ecco [...] un "muso bianco". Una grande trovata, Più nuova ed efficace di quando venne utilizzata dall'autore di questo libro". [A. Faeti, dall'introduzione alla II edizione di Orzowei nella collana "I Delfini" della Fabbri Editori, Milano 2000].
Orzowei, 2004, Milano, I Delfini Fabbri editori
 Orzowei, 1961, Milano, Casa Editrice Valentino Bompiani&C.
Orzowei, 1964, Milano, Casa Editrice Valentino Bompiani
Orzowei, 1955, Firenze, Vallecchi Editore
Orzowei, 1977, Milano,
Casa Editrice Valentino Bompiani & C (I edizione "Fuori Collana", 1977)
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