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Centro Albero Manzi Foto di Alberto Manzi
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L'educatore e il maestro

 

"...la scuola insegna a pensare, non insegna pensieri..."
 
Il contributo di Alberto Manzi alla scuola italiana è stato indubbiamente contrassegnato da autorevole competenza ed importante innovazione.
La necessità di una proposta pedagogica e didattica di rinnovamento per una scuola in perenne evoluzione relativamente al contesto antropologico e sociale, unitamente alla costante ricerca degli strumenti per farlo; sono sempre rimasti il motivo conduttore della sua attività di educatore.
Dimostrandosi insofferente ai dilemmi di una scuola sempre più iniqua, traballante ed irrisoluta di fronte ad una società in continua mutazione, si è rivelato un grande innovatore e un determinato riformista.

Che cosa diamo per scontato? 

Agenda Casa Serena 1989
Premetto: tutto questo discorsetto vuole costringerci a riflettere sull'importanza delle nostre azioni nei confronti dei bambini. Se vogliamo aiutarli a crescere anche intellettualmente, dobbiamo aver chiaro che cosa vogliamo ottenere e come possiamo ottenerlo.
Che cosa diamo per scontato nell'educazione dei nostri figlioli? Innanzi tutto che l'istruzione inizi attorno ai cinque-sei anni. Non è vero. Possiamo educare l'intelligenza del bambino fin dai primi momenti della sua vita. Diamo inoltre per scontato che l'istruzione deve essere realizzata in gruppo e che il gruppo "prosegua" insiem, tutt'insieme, con tappe stabilite da un programma che non considera l'individuo, ma un "modello medio" (o mediocre, inesistente inoltre) di bambino. Diamo per scontato che è sempre valido il rapporto attivo (insegnante o adulto), passivo (bambino); che è l'insegnante che deve parlare e il bambino deve ascoltare; l'insegnante deve fare, il bambino deve ripetere. E poichè tutta la faccenda sembra funzionare, ecco che non si modifica nulla, anche quando si parla di maestro sollecitatore di attività, di classi aperte, di tempo pieno, di orari prolungati... Trasformazioni apparenti. La scuola funziona quando il bambino che va a scuola ha già acquisito certe abilità: capacità di attenzione, di comprensione delle espressioni usate dall'insegnante (che spesso ritiene che il bambino ha compreso perfettamente il suo discorso "logico"); quando ha acquisito la capacità di mettere in relazione le cose e la capacità di usare dei simboli (perciò di astrazione). Inoltre la scuola funziona se il bambino ha acquisito la capacità di autodistruzione: come inibire gran parte dell'attività muscolare, di accettare passivamente senza comprendere, di ripetere meccanicamente facendo finta di aver compreso. Questa rigenera l'odio per la scuola. E siccome l'apprendimento scientifico non può essere camuffato da parole gettate a caso, ecco l'avversione, l'odio per le scienze siano matematiche siano naturalistiche.
Che fare allora? Prepararci noi per aiutare i nostri figli.
In queste paginette sono suggerite delle attività."

 



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