Educatore al carcere minorile
Dopo la guerra e la laurea in Biologia, dal 1946 al ’47 Manzi viene “sbattuto” a insegnare nel carcere minorile “Aristide Gabelli” di Roma dove condusse la prima esperienza come educatore. È l’anno scolastico 1946-1947. Manzi deve insegnare a circa 90 ragazzi fra i 9 e i 17 anni (perché al 18° passavano al Regina Coeli) con alfabetizzazioni e storie differenti, in un’enorme ‘aula’ senza banchi, sedie, libri, senza niente. L'ambiente è durissimo. Quattro insegnanti prima di lui avevano rinunciato... Il gruppo é difficile, però Manzi riesce a guadagnarsi l’attenzione dei ragazzi iniziando a raccontare la storia di un gruppo di castori che lottano per salvare la propria libertà. I giovani carcerati scrivono insieme la storia e la portano pure in scena.
Funziona. Il gruppo è ormai coeso: anche grazie alla fiducia del direttore del carcere e del sacerdote, i ragazzi pubblicano un giornale, La Tradotta. E' il primo giornale fatto in un carcere.
Dal lavoro svolto coi ragazzi Manzi rielaborerà in seguito il suo primo romanzo, " Grogh, storia di un castoro", premiato nel 1948 con il “ Collodi” per le opere inedite, due anni dopo pubblicato dalla Bompiani e poi tradotto in 28 lingue; nel 1953 ne fu ricavata una riduzione radiofonica dalla Rai.
“Di tutti quei ragazzi, quando sono usciti dal carcere, solo 2 su 94, così mi fu detto, sono rientrati in prigione”.
Il suo primo stipendio è di 9.000 lire al mese.
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