Un maestro elementare alla Rai
Nel 1960, in ottobre, Alberto Manzi viene mandato dal suo direttore didattico a fare un provino alla Rai: stavano cercando un maestro per un nuovo programma per l'istruzione degli adulti analfabeti. E' scelto e gli viene affidata la conduzione di "Non é mai troppo tardi", tramissione che durerà fino al 1968. L'idea del programma e del titolo fu di Nazareno Padellaro, direttore generale della Pubblica Istruzione. In questo periodo Manzi é un "insegnante distaccato" presso la Rai: "Continuavo a percepire il mio stipendio di maestro elementare. Dalla Rai ricevevo un "rimborso camicia" perché il gessetto nero che usavo per fare i disegni era molto grasso, si attaccava ai polsini della camicia e li rovinava...".
"Non é mai troppo tardi" é considerato uno dei più importanti esperimenti di educazione degli adulti, conosciuto e citato nella letteratura pedagogica internazionale, del tutto innovativo nell'impianto organizzativo, nello stile di conduzione e nel linguaggio didattico. Indicato dall'Unesco come uno dei migliori programmi televisivi per la lotta contro l'analfabetismo, nel 1965, al congresso internazionale degli organismi radio-televisivi che si tenne a Tokyo, ricevette il premio dell'UNESCO.
"Non insegnavo a leggere e scrivere: invogliavo la gente a leggere e a scrivere" ha detto Alberto Manzi della famosissima trasmissione con cui, possiamo dire, sia diventato "il maestro degli italiani".
"Non è mai troppo tardi" venne conosciuto ed imitato come format televisivo da altri Paesi, in particolare dell'America latina.
foto in studio, durante la trasmissione
"Non è mai troppo tardi" d'Argentina
Nel 1987 Manzi fu chiamato a tenere un corso di formazione di 60 ore per i docenti universitari che avrebbero dovuto elaborare il “ Piano Nazionale di Alfabetizzazione” che il Governo argentino voleva realizzare sul modello di “Non è mai troppo tardi”. Dal 16 al 25 settembre Manzi fu l’illustre docente di questo corso. Ne rimangono appunti dettagliati e assai interessanti, che confermano l’organicità e la chiarezza con le quali Manzi affrontava tematiche e lavori.
Nel 1989 l’Argentina, grazie anche al maestro italiano, ricevette il riconoscimento dell’ONU e un premio internazionale per il migliore programma di alfabetizzazione adottato in tutto il Sud America.
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