Wath, il lupo
Sferzava violento, ghiacciato... Così forte era il gioco del vento che la terra stessa gemeva.
E alle sferzate dure, implacabili, si univano i piccoli cristalli di ghiaggio che, spinti dal soffio scatenato, penetravano ovunque, incidevano, bruciavano. In quella ridda di colpi, un lungo nastro nero che compariva a tratti, puntava in avanti contro il vento, la neve, tutto.
Un lupo grigio, torvo, dalla coda mozza, fendeva il turbine. Dietro di lui il branco in lunga fila; attento ognuno a calcare l'orma del capo per non affondare nella coltre leggera di ghiaccio che copriva la neve, per non sentire gli aghi ghiacciati penetrare nelle zampe sanguinanti...
Comincia così il primo e unico capitolo di questo manoscritto del 1959 che nell'idea di Manzi doveva svilupparsi in sette capitoli.
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