Más vale tarde que nunca

Il contributo di Alberto Manzi a Más vale tarde que nunca, il piano di alfabetizzazione argentino via radio del 1987

Nel 1987, Alberto Manzi viene invitato a Buenos Aires, per aiutare ad implementare il Piano di alfabetizzazione nazionale a distanza. Nella famosa intervista con Roberto Farné del 1997, il maestro racconta:

Nel 1965 “Non è mai troppo tardi” vinse il premio internazionale a Tokyo come migliore trasmissione che aveva contribuito alla lotta contro l’analfabetismo, dopo che l’UNESCO nel 1961 lo aveva considerato uno dei programmi meglio riusciti per diffondere l’alfabetizzazione. Vari paesi lo acquistarono prendendone lo stile, il metodo e adattandoli alla loro realtà. Fra questi l’Argentina, dove poi mi chiamarono per aiutarli a costruire un programma di alfabetizzazione analogo, ma utilizzando la radio (Farné, 2011:149).

Nell’Argentina post-dittatura del 1983, dove gli analfabeti maggiori di quindici anni sono più del 20% della popolazione, un piano d’alfabetizzazione capillare è giudicato dal governo Alfonsín di assoluta priorità: nel 1985 ha inizio la parte “in presenza”, con l’apertura di cento centri d’alfabetizzazione e, nel 1988, la parte “a distanza”, con la trasmissione radiofonica Más vale tarde que nunca (Wanschelbaum, 2014).

Manzi viene convocato a Buenos Aires in qualità di esperto per l’ideazione di questo piano, come testimonia questo articolo de La Nación:

Manzi, invitado por la titular de la Comisión Nacional de Alfabetización, profesora Nélida Baigorria, desarrolla en estos momentos un curso para los miembros y técnicos de la comisión y representantes de distintos organismos oficiales, como la UBA, la Universidad Nacional de Luján, de la División Nacional del Adulto y del Ministerio de Educación y Justicia.

La Nación, 27 settembre 19871

e come racconta Nélida Baigorria, che è a capo della Commissione per la creazione del Piano:

Por eso, y a partir de esta experiencia, estamos trabajando intensamente para estructurar este mismo Plan a distancia, a través de los medios de descomunicación social, radio y televisión, y hacer la transferencia de los códigos gráficos a los códigos que exige el lenguaje radiofónico y televisivo. Para eso ha llegado a nuestro país el Profesor Alberto Manzi, el autor del gran programa italiano “Nunca es demasiado tarde”, quien nos ha dado técnicas muy precisas para hacer la adecacion de esta metodologia.

Nélida Baigorria, Seminario multinacional sobre reflexiones criticas en torno de la alfabetizacion de las Americas, Buenos Aires, 7 de octubre de 19872.

C’è un’interessante pagina di appunti del maestro, dove sono annotate idee, spunti e interrogativi sul nascente programma, nonché quelli che sono i suoi obiettivi principali:

1° objectivo: ensenar a escribir y a leer

2° compender lo que se lee: alcanzar lo qie uno dice, hacer comprender hablando y escribemndo

3° desarrollar su capacidad de pensamiento3
Appunti originali di Alberto Manzi, Centro Alberto Manzi.


Nella biografia del padre, la figlia Giulia racconta un simpatico episodio relativo ai lavori che portano alla creazione del programma:

Una volta, mentre stava studiando le possibilità per insegnare a leggere e scrivere attraverso la radio in Argentina, chiese a mamma come si potesse fare. Mamma, impegnata, non gli rispose. Venne da me e, dopo averci riflettuto un po’, risposi: «Con i colori». Papà ovviamente ci era già arrivato da solo, ma veniva comunque da noi a chiedere il nostro parere (Manzi, 2014:79).

Manzi stesso, sempre nell’intervista con Farné del ’97, racconta:

Fu una sfida interessante quella, perché la radio arrivava ovunque, ma non aveva un elemento fondamentale, cioè l’immagine. Allora io proposi di usare il libro illustrato come strumento di supporto al programma radiofonico, facendo in modo, praticamente, che il libro diventasse il video rispetto alla voce radiofonica che guidava l’allievo dicendo, per esempio: «Apri la prima pagina. Vedi quel segno tondo che sta in alto? Si chiama 0…», e così via. Fui contento di questo lavoro, che diede ottimi risultati, tant’è vero che l’ONU premiò il governo argentino per questo programma ed io stesso ricevetti dagli argentini dei segni di riconoscimento: per esempio, quando venne in visita in Italia il presidente dell’Argentina, nel 1989, fui invitato insieme ad altre personalità, e mi ringraziò.

Farné, 2011: 149

La trasmissione è composta da 132 puntate, di 24 minuti l’una. La struttura pedagogico-didattica delle lezioni via radio ricalca quella del materiale stampato, divisa in tre momenti: motivazione iniziale, sviluppo e fissazione del tema, riflessione finale (Wanschelbaum, 2014). Mentre la trasmissione radiofonica risulta, purtroppo, ad oggi irreperibile, i libri illustrati sono consultabili integralmente. Si tratta di due volumi:

  • il Quaderno introductorio, come dice il nome, corrisponde alla prima parte del corso. È ricco di disegni, simboli e segni iconici, per poter identificare cosa fare, seguendo le indicazioni trasmesse in radio. Il Quaderno comprende ventiquattro lezioni: le prime due riguardano attività volte a introdurre il discente all’uso della matita, della carta, all’identificazione della lateralità e alle abilità psicomotorie per la scrittura. Le restanti ventidue sono finalizzate all’insegnamento e all’apprendimento delle vocali, di alcuni gruppi sillabici e dei numeri da 1 a 30.
  • la Cartilla, il secondo volume, corrisponde al proseguimento del corso. Una volta completato il libretto introduttivo, l’allievo può passare all’apprendimento dei gruppi sillabici, di argomenti linguistici, operazioni matematiche, tematiche di importanza collettiva quali la salute, la storia, la Costituzione.

Alle/agli insegnanti che periodicamente assistono le persone discenti nel loro percorso di apprendimento, viene fornita la Guia del alfabetizador, che contiene indicazioni didattico-pedagogiche, ma anche riflessioni politiche molto interessanti, sul senso dell’alfabetizzazione e dell’educazione popolare.

Quaderno, Cartilla, Guia e anche il Seminario multinacional sopracitato, sono tutti stati trovati nel ricchissimo archivio digitale BNM Biblioteca Nacional de Maestras y Maestros, di Buenos Aires.


Note

  1. Manzi, invitato dalla direttrice della Commissione Nazionale di Alfabetizzazione, la professoressa Nélida Baigorria, sta attualmente sviluppando un corso per i membri e i tecnici della commissione e per i rappresentanti di vari enti ufficiali, come l’Università di Buenos Aires, l’Università Nazionale di Luján, la Divisione Nazionale degli Adulti e il Ministero dell’Educazione e della Giustizia (La Nación, 27 settembre 1987).
  2.  Per questo motivo, e sulla base di questa esperienza, stiamo lavorando intensamente per strutturare questo stesso “Piano a distanza”, attraverso i mezzi di comunicazione sociale, la radio e la televisione, e per trasferire i codici grafici ai codici del linguaggio radiotelevisivo. A questo scopo, il professor Alberto Manzi, autore del grande programma italiano “Non è mai troppo tardi”, è arrivato nel nostro paese e ci ha fornito tecniche molto precise per l’adattamento di questa metodologia (Nélida Baigorria, Seminario multinazionale di riflessione critica sull’alfabetizzazione nelle Americhe, Buenos Aires, 7 ottobre 1987).
  3. 1° Obiettivo: Insegnare a scrivere e a leggere
    2° Capire ciò che si legge: Comprendere ciò che si dice, farsi capire parlando e scrivendo
    3° Sviluppare la capacità di pensare

Bibliografia

  • Centro Alberto Manzi, Viaggi sudamericani, a cura del Centro Alberto Manzi, selezione di originali conservati presso l’archivio
  • Farnè, Roberto. 2011. Alberto Manzi. L’avventura di un maestro, Bologna: Bononia University Press
  • Mulas, Andrea. 2019. Alberto Manzi e l’America latina, in “Cosmopolis. Rivista di filosofia e teoria politica”, XVI 
  • Mulas, Andrea. 2020a. L’America latina di Linda Bimbi e Alberto Manzi, in “Tintas. Quaderni di letterature iberiche e iberoamericane”, n.9, pp.55-77
  • Wanschelbaum, Cinthia. 2014. La educación en Argentina. Una historia de la diferenciación y desigualidad educativa, in “Cuadernos de História de Educação”, v.13 n.1, pp.233-244

Claudia Paganoni è dottoranda in Pedagogia all’Università di Verona e sta conducendo una ricerca sulla pedagogia di Alberto Manzi con le persone adulte, nella prospettiva dell’educazione popolare – claudia.paganoni@univr.it

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